Un urlo dall’India “Andrà tutto bene mamma?” “Ora si, qui non potranno più farci del male gli esseri umani”

“Andrà tutto bene, ne usciremo migliori da questa pandemia” io non credo, non credo proprio. Penso che questo mondo, la nostra Terra, abbia messo l’uomo alla prova più di una volta e noi abbiamo fallito, come uomini, come umanità.

Se potessi scriverei questo articolo con una piuma e un calamaio solo per poter lasciare testimonianza della sofferenza che provo a parlarvi di questo tema. Potremmo notare una scrittura tremolante, non ho la mano ferma in questo momento, l’inchiostro probabilmente avrebbe mille sbavature ma non si può, così cercherò di farvi capire cosa provo solo con le mie parole.

Vi parlerò dell’India oggi, nello specifico dello stato del Kerala, nel distretto di Palakkad.

E’ il 27 maggio e un’elefantessa viene ritrovata nel mezzo di un fiume senza vita dopo quattro giorni di agonia, era incinta di un mese.

Mi mancano quasi le parole per descrive ciò che realmente è accaduto.

Il custode della fauna selvatica del Kerala, Surendra Kumar ha affermato che l’animale sarebbe morto per aver mangiato un’ananas piena di petardi che le avrebbe fatto esplodere la bocca e la pancia dove riposava inerme il piccolo cucciolo ancora inconsapevole della crudeltà insita a questo mondo.

L’elefantessa appena dopo l’esplosione si era allontanata per il forte dolore dagli agenti forestali e dal veterinario che cercavano di immobilizzarla per il trattamento, è morta quattro giorni dopo, in piedi, in un fiume mentre cercava di alleviare il dolore per lei e per il suo piccolo.

Dopo quattro giorni.

Quattro giorni.

La guardia forestale che ha assistito alla morte dell’elefantessa, Mohan Krishnan ha spiegato che il povero animale aveva la bocca e la lingua distrutte dall’esplosione e che sembrava preoccupatissima più per il suo cucciolo che per la sua salute.

Ma non vi sembra normale? Non è quello che farebbe ogni mamma, occuparsi del suo piccolo prima di ogni cosa, persino di se stessa, quello che non è normale è l’essere umano, una perversa distorsione di umanità che decide di riempire della frutta di petardi per allontanare gli animali. Fermiamoci un momento, vorrei solo ricordarvi che in una foresta noi siamo gli intrusi, noi, non gli animali, noi dovremo essere cacciati dato il nostro comportamento, avete mai visto un elefante andare a caccia di denti umani?

Io sinceramente no.

Avete mai visto una volpe uccidere un essere umano per farsi uno scialle nuovo per l’inverno?

Io sinceramente no.

Non ho nemmeno mai visto un animale, così subdolo da donare del cibo ad un essere umano solo per allontanarlo e vederlo soffrire.

L’elefantessa non aveva mai fatto del male a nessuno, a nessun essere vivente, viveva pacifica insieme al suo piccolo con la gioia di poterlo accogliere tra non molto, probabilmente era anche grata all’essere umano che le aveva offerto quell’ananas per lei ed il suo piccolo,  non lo poteva sapere, non poteva immaginare che dietro un sorriso si potesse nascondere tanta crudeltà, lei era innocente.

Io mi chiedo, che fine ha fatto la nostra umanità?

E’ davvero accettabile per la nostra società uccidere un animale solo perché si avvicina ad un villaggio? Trucidargli la bocca?

Siamo davvero questo genere di persone?

Vorrei riportare una citazione di Mark Twain ” Tra tutti gli animali l’uomo è il più crudele. E’ l’unico a infliggere dolore per il piacere di farlo”.

Mi diventa difficile anche solo immaginare cosa abbia pensato l’elefantessa e cosa avrebbe detto al suo piccolo se avesse potuto parlare, vorrei renderle omaggio cercando di capirla e standole vicino, scrivendo questo per lei e per il suo piccolo. Ora che siete angeli la cattiveria umana non potrà più raggiungervi.

 

 

 

Non preoccuparti amore, andrà tutto bene.

Non pensare al dolore anche se  so,

che ancora non sai cosa sia,

 so che lo senti.

 Ti sento tremare dentro di me,

non ci pensare, pensa all’acqua piccolo mio,

senti come scorre vicino ai nostri corpi,

è fresca e ci culla come se fosse lei la nostra casa.

Non ti preoccupare amore mio,

il dolore passerà, alla fine passa tutto,

alla fine staremo bene,

alla fine.

Mi sarebbe piaciuto vederti,

con le tue orecchie sproporzionate,

i tuoi occhioni dolci,

ma alla fine, ti rivedrò

e non avremo più paura,

te lo prometto amore mio.

Alla fine, andrà tutto bene.

 

 

Chiara Ferretti.

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