COME ORIENTARSI NEL MONDO DELLE TESTATE GIORNALISTICHE

Ormai tutti siamo consapevoli di una presenza politica dietro alle reti televisive quindi spesso non riteniamo affidabili notizie propinate da determinati canali; allo stesso tempo però molti di noi ignorano l’esistenza di una linea politica prestabilita dai maggiori quotidiani italiani. Infatti neanche le testate giornalistiche sono esenti da tale meccanismo. 

 L’articolo 21 della Costituzione sancisce che tutti hanno “il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Inoltre attesta che “la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Pertanto, la libertà d’espressione e il diritto all’informazione rappresentano una pietra miliare dell’ordine democratico, contribuendo in modo determinante alla pari dignità di tutti i cittadini. Dal punto di vista legislativo è un diritto di qualsiasi cittadino e giornalista poter riportare ed omettere allo stesso tempo le notizie, non v’è posto nessun limite di espressione e di opinione anche nel caso via sia un conflitto d’interesse.

Il fine di questo articolo non è quello di demonizzare la stampa che rimane il maggior strumento di comunicazione (cartacea o digitale che sia) e che ancora oggi crea ed indirizza l’opinione pubblica, ma porre le basi per una lettura più consapevole. Sono infatti ancora oggi i principali quotidiani a dettare l’agenda delle notizie. Saper ‘leggere’ I giornali è indispensabile per formarsi autonomamente un’opinione sulla società in cui viviamo ma nessuna notizia può essere pienamente comprensibile se non si capisce da chi proviene.

In Italia, le maggiori testate di informazione sono soggette al controllo di gruppi industriali e finanziari ed è essenziale essere consapevoli di ciò per comprendere la linea editoriale così come la singola notizia, ed esercitare con spirito critico e consapevole il proprio diritto all’informazione.

 L’esistenza di linee editoriali diverse tiene alta la qualità dell’informazione, perché il pluralismo garantisce al lettore la possibilità di conoscere notizie differenti lette da punti di vista differenti e da esso dipende anche la possibilità che uno Stato possa dirsi democratico.

Ciò detto, dove si forma la linea editoriale di una testata? 

Nelle moderne società questo luogo è il Consiglio di amministrazione. Riportiamo a tal proposito l’elenco di chi siede nei Cda dei principali giornali italiani.

  • Il Corriere della Sera, il più importante quotidiano a diffusione nazionale, come editore ha il gruppo RCS (Rizzoli Corriere della Sera), quotato in borsa. All’interno di questo gruppo sono presenti: FIAT (Famiglia Agnelli); Tod’s (Diego Della Valle); Italmobiliare; Generali; Gruppo Indesit; Pirelli; Mediobanca e Unicredit.
  •  La Repubblica appartiene al gruppo editoriale GEDI (Jonh Elkann, famiglia Agnelli)
  • Il Messaggero di Roma, Il Mattino di Napoli, Il Gazzettino di Venezia e il Nuovo Quotidiano di Puglia sono editi dalla Caltagirone Editore, di proprietà della famiglia Caltagirone (grandi opere, cementifici, immobili): fra gli altri, siedono nel Cda di Caltagirone Editore, Azzurra Caltagirone, moglie di Pier Ferdinando Casini, e Francesco Gaetano Caltagirone, consigliere di Monte dei Paschi e di Generali Assicurazioni.
  • Il Resto del Carlino di Bologna, La Nazione di Firenze e Il Giorno di Milano sono invece posseduti dalla Poligrafici Editoriale, collegata a Telecom Italia, Generali Assicurazioni e Gemina.
  • Libero, testata di destra e Il Riformista, quotidiano di sinistra, hanno lo stesso editore: Giampaolo Angelucci, proprietario di strutture sanitarie (fra cui l’ospedale S. Raffaele di Roma), e messo agli arresti domiciliari il 9 febbraio dello scorso anno per falso e truffa ai danni delle Asl.
  • Il Sole 24 Ore appartiene all’universo Confindustria che è l’espressione diretta dei principali gruppi industriali italiani. 
  • La Stampa rientra anch’essa nel gruppo GEDI della famiglia Agnelli (FCA, ex FIAT).
  • Il Giornale appartiene al Gruppo Mondadori e la quota di maggioranza di questo Gruppo è di proprietà della famiglia Berlusconi

La linea editoriale, benché molti sostengano che sia data dal direttore, in realtà viene decisa più o meno direttamente dalle proprietà. Tale linea spesso deve tenere presente quelli che sono gli interessi della proprietà stessa. Banalmente, per esemplificare, uno scandalo Fiat sarebbe sicuramente trattato con riguardo e anestetizzato dal Corriere della Sera, dalla Stampa e dal Sole 24 Ore. Il Giornale tenterebbe di insabbiare uno scandalo Mondadori mentre La Repubblica lo esploderebbe in prima pagina. I potentati economici finanziari quindi tramite i loro giornali cercano di influenzare l’opinione pubblica a loro vantaggio. 

Quante e quali notizie vengono date? Non possiamo saperlo ma probabilmente quelle pubblicate sono quelle che meno infastidiscono. Soprattutto quelle di cronaca, con poche inchieste e altrettante poche notizie dall’estero se non in casi di avvenimenti eclatanti. 

Non è giusto però fare di tutta un’erba un fascio, esistono e scrivono per le testate sopra citate grandissimi giornalisti distaccati da secondi fini e molteplici quotidiani che pubblicano per il mero fine informativo. Ci sono altrettanti giornali che fanno inchieste e pubblicano I più disparati articoli. 

Per di più, non tutti I quotidiani hanno lo stesso modello di organizzazione, che può rimanere di tipo societario (ponendo però dei limiti di controllo) ma anche di tipo di cooperazionale. 

Esistono a tal proposito quotidiani o periodici di movimenti politici editi da imprese trasformatesi in cooperative, come “Il manifesto”. Il quotidiano è pubblicato da una società cooperativa i cui soci sono I giornalisti e i tecnici addetti alla stampa e hanno tutti lo stesso stipendio. Ciascun collaboratore detiene una quota e partecipa alla votazione per la scelta del direttore del quotidiano.

Ci sono poi testate che mantengono lo statuto di società, come “Il fatto quotidiano” che prevede che il capitale sociale sia suddiviso in tre tipi di azioni: quelle destinate agli azionisti imprenditori, quelle destinate agli operatori (giornalisti e redattori) e quelle destinate a lettori e abbonati. Questo modello nega la possibilità di avere un azionista di controllo, in quanto nessun socio può eccedere la quota massima del 16,67% del capitale sociale. Inoltre gli azionisti imprenditori non possono detenere in totale più del 70% del capitale. 

Si evince quindi che il mondo delle testate giornalistiche è assai complesso, in questo articolo si è potuto solo brevemente riassumere I meccanismi che vigono attualmente nel nostro paese e nella maggior parte del resto del mondo.  Sarebbe sbagliato smettere di leggere I quotidiani o non interessarsi della politica e dell’attualità finanziaria, economica e sociale per la paura di non essere in grado di riuscire a conoscere oggettivamente la realtà o di non saper filtrare bene le notizie ma ciò deve essere una motivazione in più per diventare degli abili lettori e persone critiche e in grado di farsi una propria idea individuale. Bisogna prendere coscienza che questa è la realtà e cambiarla è molto complicato, però, rendendosene conto, si possono fare dei grandi passi in avanti nel diventare lettori attivi. La via giusta non è quella di gridare alla mancanza di democrazia nei nostri giornali ma di diventare critici, consapevoli e in automatico dal mercato spariranno le testate meno veritiere e più faziose.

 

Greta Gaiba

1 thought on “COME ORIENTARSI NEL MONDO DELLE TESTATE GIORNALISTICHE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: