Auf wiedersehen Seb!

Esiste un momento esatto in cui si capisce che una relazione sta per finire, in quel preciso attimo si spezza l’equilibrio e tutto cambia, niente è più come prima. Per Sebastian Vettel e la Scuderia Ferrari questo momento è avvenuto durante il gran premio di Hockenheim del 2018. Giro 51, curva Sachs, suolo bagnato, un attimo e la pole del sabato prima, la vittoria del campione di casa è sfumata immediatamente.

Sebastian esce dalla macchina visibilmente arrabbiato, deluso e sconfitto come non mai e da lì inizia l’epilogo di un corteggiamento durato troppo tra alti e bassi. La stagione 2018 era iniziata nel migliore dei modi, sembrava l’anno decisivo, l’anno del riscatto e della conferma del valore di Sebastian Vettel un quattro volte campione del mondo molto discusso, criticato, ritenuto sopravvalutato e del tutto incapace di riportare la rossa sul primo posto del mondo ma proprio questa stagione si trasforma da luna di miele in carte da divorzio.

Un errore, una frazione di secondo in cui tutto non va più nel verso giusto, un “Sorry guys” detto con voce spezzata sotto il casco e l’avversario di una vita si prende il primo posto senza mai abbandonarlo fino alla vittoria del mondiale stesso. La stagione del 2019 inizia nel segno di Charles Leclerc, il ragazzo si presenta timidamente come apprendista del campione del mondo ma presto mostra aggressività e prestazione in pista tanto che già al secondo gran premio strappa la pole e tenta una vittoria, durante l’anno dimostra di non aver bisogno di maestri e viene definito “il predestinato”, predestinato a vincere il mondiale con la Ferrari.

Tra occasioni mancate, errori, mancata affidabilità della macchina, emotività, penalità ingiuste e polemiche Charles Leclerc risulta comunque più convincente di Sebastian Vettel e la Scuderia è ormai decisa su quale cavallo, o meglio cavallino, puntare. Con l’arrivo del COVID-19 e la stagione 2020 del tutto incerta sembrava comunque definitivo il rinnovo di Sebastian Vettel per la stagione 2021 in cui, ricordiamo, si disputerà il mondiale con vecchio regolamento ma in realtà il virus è stato soltanto l’ennesimo catalizzatore verso l’addio del tedesco, infatti proprio durante la quarantena sono iniziate le trattative con lo spagnolo Carlos Sainz che si sono concluse in modo positivo per il giovane attuale pilota McLaren.

La notizia del mancato rinnovo è arrivata come una doccia fredda per i tifosi abituati a vedere Vettel vestire i panni rossi mentre parla della sua amata Ferrari ma a seguito degli sviluppi di queste settimane pare ormai chiaro che soltanto i tifosi non avessero ben compreso il cambio di rotta avvenuto all’interno della Scuderia, infatti Carlos Sainz ha ammesso che le trattative erano già iniziate durante l’inverno questo a dimostrare che la situazione di emergenza globale ha soltanto accelerato la dipartita di Vettel già abbastanza prevista viste le condizioni offerte al tedesco. Attenzione: ciò non significa che la Ferrari avesse il chiaro obiettivo di allontanarlo, questo è il tipico svolgimento del mercato piloti in cui bisogna sempre guardarsi intorno e tener conto di eventuali sostituti, il punto chiave è che secondo me la Ferrari non voleva offrire di più ed era abbastanza certa che Vettel avrebbe declinato l’offerta in quanto non in linea con i suoi desideri. In conclusione Vettel, per adesso, lascia la scuderia di Maranello con 14 vittorie, 12 pole position e ben 54 podi numeri non indifferenti che lo consacrano nell’albo d’oro Ferrari come terzo pilota più vincente superando anche il tanto rimpianto Fernando Alonso questo a conferma della mia teoria secondo la quale nonostante gli errori, i rimpianti e la sfortuna pochi piloti avrebbero fatto meglio di lui in alcune situazioni sbagliando però in altre circostanze in cui Vettel ha dimostrato certamente di essere un fuoriclasse di tutto rispetto.

L’errore di Hockenheim 2018 è stato certamente fatale tanto che lo stesso Sebastian non si è mai perdonato mantenendo una scia di emotività per tutta la stagione nata da tale episodio, ma bisogna evidenziare il fatto che la Mercedes abbia approfittato delle debolezze del nemico premendo sullo sviluppo della vettura durante la fine dell’anno e aggredendo la rossa sui circuiti a lei normalmente sfavorevoli dunque le mancanze dei piloti non sono state certo sopperite dal team che invece si è assentato ancor di più.

Dunque come nella gran parte delle relazioni la fine giunge per colpa di entrambi e ad uno dei due viene additata la parte del maggior responsabile il quale in questo caso è Vettel a cui non sono mancati i titoli imbarazzanti e provocatori di alcune testate giornalistiche. Per Sebastian si chiude un ciclo, un pezzo di vita, un sogno ma anche un grosso peso che gli è costato trattamenti spesso ingiusti per un pilota che ha amato e rispettato la rossa più di sé stesso piangendo ed emozionandosi ad ogni vittoria come se fosse la prima. Non ci resta che dire auf Wiedersehen Seb, viel Glück e ¡Bienvenido! Carlos.

 

Chiara Marino

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