LA RELIGIONE DELLA PAURA

Il corso della storia dimostra come la civiltà continui ad evolversi secolo dopo secolo diventando sempre più presente in tutti gli ambienti della Terra. L’uomo si crede il padrone assoluto di un mondo di cui non è altro che una briciola, una parte infinitesimale: la Natura potrebbe sbarazzarsene quando vuole, senza lasciare traccia del passato. I tempi recenti confermano quanto fragile e impotente sia l’umanità di fronte a ciò che non può controllare. Un virus come il Covid-19 ha messo in ginocchio la sicurezza di tante persone e ha immobilizzato tutti in un’aria sospesa di tensione e sgomento. Non v’è certezza del futuro, si riesce solo a azzardare delle previsioni abbastanza plausibili di quella che sarà la fine del contagio. Tuttavia in questa foschia che non lascia intravedere alcuna luce di miglioramento immediato, una verità sussiste: tutti hanno paura, perché bisogna lottare contro un pericolo invisibile, difficile da sconfiggere se non si sa in che modo prenderlo (ovviamente, l’unica possibilità per mettere fine alla pandemia è trovare un vaccino adatto, ma è necessario ancora tempo, si parla di mesi). Nulla lega in maniera così energica ciascun individuo che una catastrofe mondiale, e riemerge una solidarietà che si credeva essere perduta nei meandri di una società individualista che si occupa degli interessi personali a scapito di un benessere comune. Inevitabilmente, quando contare sulle proprie forze non è sufficiente, la “social catena” teorizzata da Giacomo Leopardi procede per la sua strada, poiché uniti si fa la differenza: è il caso del grande lavoro svolto dai volontari della Protezione Civile che ogni giorno provvedono a fornire beni di prima necessità ai più indigenti. Il clima di soggezione che si respira è pesante, il fatto stesso di non poter uscire di casa è una limitazione troppo stretta, soprattutto per chiunque sia abituato a muoversi in continuazione. Eppure un lato positivo della faccenda esiste. È proprio in tali momenti di scoramento che si attinge ad un coraggio sconosciuto, nato dalla psiche per difendere la sensibilità umana dalle avversità e senza il quale le circostanze (che non dipendono dalla volontà di nessuno) avrebbero il sopravvento sulla vita quotidiana. Il timore fondato di non essere invulnerabili deve rappresentare una motivazione a reagire, a cercare di sopravvivere anche in una situazione ostile. Pertanto è fondamentale il ruolo che svolge la paura nella mente di ognuno: in principio ridimensiona l’uomo ad un’entità insignificante nei confronti di una mastodontica realtà complessa, e questo lo costringe a chiedere aiuto; parallelamente, sprona il singolo a servirsi di qualsiasi mezzo abbia a disposizione per evitare la morte a tutti i costi. L’emergenza sanitaria che sta preoccupando in ogni angolo del globo, è solo una tappa obbligata dell’esistenza di un animale (e quindi anche dell’umanità), ma finchè si prenderanno le precauzioni dovute per contrastare il pericolo, la nostra specie avrà giorni gloriosi davanti a sé.

 

Denis Franchi 5C, Liceo Scientifico A. Tassoni

 

 

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