STRATEGIA MEDIATICA O DISINFORMAZIONE? 

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti rilascia video declassificati di UAP. In un momento di crisi storico per la civiltà moderna, non è chiaro perché vengano rilasciate solo ora queste registrazioni.

 

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti D’America ha rilasciato pubblicamente ad aprile 2020 video registrazioni degli aerei militari della Navial Aviation contenenti immagini di UAP (Unexplained Aerial Phenomena). E’ così che vengono definiti ora quelli che da sempre l’umanità ha conosciuto come UFO, brandizzati da una comunicazione mediatica alterata nel corso degli anni dai “poteri forti”.

 

La notizia è stata rilasciata da BBC NEWS, per poi esplodere in tutto il mondo nell’arco di poche ore.  Il Pentagono ha affermato di aver rilasciato questi video declassificati provenienti dal Dipartimento della Difesa degli USA, per “chiarire eventuali idee sbagliate da parte del pubblico sul fatto che il filmato che circola fosse o meno reale”. I video, tuttavia, erano già trapelati nel 2007 e nel 2017. Due di essi furono pubblicati dal New York Times. I video in questione riportano diversi “oggetti volanti non identificati” e sono stati registrati dalle telecamere ad infrarossi degli aerei della Navial Aviation of US tra il 2004 e il 2015.

 

Quando accadono eventi del genere, la comunicazione interna deve seguire un protocollo prestabilito ben preciso: il primo ad essere informato di determinate scoperte sensibili è il Segretario della Nazioni Unite, il quale informerà a sua volta i capi di Stato. 

Questo non è mai accaduto, però. A quanto pare, sarebbero diversi i progetti segreti che hanno trovato sviluppo in America, la maggior parte dei quali sconosciuti anche al Governo. Esistono per questo logiche e norme di comunicazione interna molto rigide di cui non siamo al corrente. Un mandato presidenziale dura 5 anni, è per questo che non può essere informato ogni presidente di ogni progetto segreto. Secondo innumerevoli testimonianze il progetto più sensibile riguarderebbe proprio la custodia e lo studio ormai decennale di tecnologie extraterrestri.

 

La decisione del Pentagono di rilasciare ufficialmente solo ora contenuti, tra l’altro trapelati già da anni per vie alterne, su questi oggetti e tecnologie aeree non identificati, potrebbe essere una strategia per distogliere l’attenzione sulla pandemia da Covid-19 che sta mettendo a dura prova gli Stati Uniti e il mondo intero. Oppure la strategia potrebbe essere da anni quella di controllare a livello mediatico tutto ciò che concerne informazioni su tecnologie e civiltà extraterrestri. E’ dagli anni ‘80, infatti, che i giornali, le TV, le radio e i media dell’America e di tutto il mondo hanno contribuito a produrre un immaginario collettivo degli UFO e delle ricerche ad essi correlate, come una fantasia umana e nient’altro.

 

Nel 2020, nell’anno più difficile della civiltà moderna, il Dipartimento della Difesa degli USA rilascia prove inconfutabili di UFO. Se questa sia tutta una strategia mediatica o addirittura un potere di controllo per garantire il divulgarsi di una profonda disinformazione, questo non è chiaro. Tuttavia, ci porta a riflettere su cosa sanno veramente i cittadini, cosa sanno i media, cosa sanno i governi. Il percorso che la comunicazione segue per arrivare fino al pubblico in questi casi non è mai trasparente. Questi argomenti potrebbero essere utilizzati come armi di distrazione o come strumenti per indurre paura. 

Per fare chiarezza le prime informazioni certe dovrebbero arrivare proprio dalla politica, ma se non fosse al corrente di tali fatti neanche la politica, non potrebbe mai saperlo il popolo. A maggior ragione se i media sono controllati e le notizie distorte.

 

Donald Trump definì le informazioni sensibili sul tema UFO come “fake news”. Siamo nell’era di Internet, nell’era in cui ogni utente è sia produttore che fruitore di contenuti, siamo nell’era delle fake news; e se la più grande fake news mai raccontata all’umanità fosse proprio quella che le tecnologie extraterrestri non esistono?

 

Il diritto di sapere da parte dei cittadini deve andare oltre le barriere e i confini statali, politici ed economici, oltre la disinformazione e le strategie mediatiche. Altrimenti si rischia di ottenere una situazione di inconsapevolezza simile a quella causata dal Covid-19. Il diritto di sapere e di ricevere la giusta informazione è un diritto che deve essere garantito. E’ il diritto alla verità che la specie umana deve nei confronti della specie umana. 

 

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