Silvia Romano

Silvia Romano è tornata in Italia da poco più di un giorno e già sono fioccate le prime critiche, le prime affermazioni razziste e incredule. “Ma è islamica?” “Ma è incinta?”  e soprattutto, la ciliegina sulla torta, ” Quanto ci è costata?”.

Come se ora le vite umane avessero un prezzo, un’etichetta da indossare come un collare.

Nessuno si è soffermato sulla gioia della sua famiglia di vederla scendere dall’areo, della commozione nei loro sguardi, delle parole sussurrate e degli abbracci d’amore durati troppo poco. No, gli elementi su cui soffermarsi sono stati i suoi abiti, i capelli coperti e le mani che di volta in volta correvano alla pancia.

A nessuno è importato che fosse viva e sana, ma che fosse musulmana sì. Che avesse “tradito la sua patria” e per questo sarebbe stato meglio lasciarla lì. Tanto era felice e i sequestratori non le hanno mai torto un capello.

Il fatto che lei abbia passato più di un anno, rinchiusa chissà dove in Kenya, impallidisce difronte al ” se l’è cercata” e altre migliaia di frasi noncuranti e rancorose. Spesso scritte anche in un italiano elementare e sgrammaticato. In virtù, non scordiamocelo, del ” prima gli italiani”.

” Abbiamo liberato un’islamica ingrata” si legge sui giornali, dopo che Silvia ha confermato la sua conversione e di chiamarsi ora Aisha ” se stava bene poteva stare là da loro”.

Nessuno ha notato il sorriso che ha illuminato il suo viso, l’espressione che racconta di un dolore silenzioso ma anche di una forza sovrumana.

Solo il fatto che beh… Fosse tornata diversa.

Tra l’altro, le stesse persone che hanno criticato e riempito di insulti Aisha e il Governo ” perché favorisce i terroristi e gli integralisti” sono, in genere, anche le stesse che sono le prime a esultare quando un bambino immigrato muore in mare e a trincerarsi dietro il ” aiutiamoli a casa loro!”. Quando poi li si aiutano effettivamente a casa loro, con l’altra più nobile di tutte, il volontariato, beh sì favoriscono gli stranieri e non gli italiani.

Un circolo vizioso che non ha appigli solidi.

Dalla mia parte posso dire soltanto una casa: bentornata a casa Aisha. Il tuo sorriso è stato un raggio di sole in questi tempi bui.

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