Una patente per la macchina del tempo

“Pensa se uno potesse tornare indietro nel tempo, prendere tutti i momenti neri e dolorosi e rimpiazzarli con qualcosa di meglio…” sussurra Gretchen Ross a Donnie Darko durante una delle loro brevi ma profonde conversazioni.

Provate a pensare, infatti, a come sarebbe la vostra vita se fosse possibile viaggiare nel tempo. Alcuni di voi, spinti dalla curiosità o dall’ansia provocata dall’incertezza del futuro, vorrebbero essere trasportati in avanti per vedere che cosa li aspetta e scoprire se riusciranno o meno a realizzare i propri sogni, mentre altri darebbero tutto ciò che possiedono pur di avere la possibilità di tornare indietro.

Ma se avessimo a disposizione una sola corsa? Se fossimo costretti a scegliere tra poter tornare nel passato o andare nel futuro? Molti, probabilmente, tornerebbe indietro. Siamo esseri umani e, in quanto creature molto lontane dalla perfezione, nel corso della nostra vita prendiamo anche decisioni sbagliate (parecchie, di solito). Quante volte ci siamo ripetuti: “se potessi tornare indietro nel tempo, farei molte cose in modo diverso”. Quante parole non abbiamo pronunciato quando invece avremmo voluto farlo, quante azioni abbiamo compiuto in un modo quando avremmo voluto fare tutto diversamente. Insomma, tutti noi possediamo una collezione di scelte che non rifaremmo e, se ci dessero la possibilità, torneremmo volentieri indietro nel tempo per rimediare, per non commettere gli stessi errori e per cercare di modificare qualcosa, anche solo un dettaglio in grado di influire sul nostro presente in maniera positiva.

D’altronde nella vita anche le più piccole azioni, quelle che in apparenza sembrano insignificanti e prive di valore, possono avere delle conseguenze. Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo, no? È l’effetto farfalla: questo concetto appartenente alla teoria del caos spiega come una piccola variazione delle condizioni iniziali sia in grado di provocare variazioni a lungo termine all’interno di un sistema.

Ammetto che pensare che ogni nostro piccolo gesto può avere effetti significativi in futuro crea un po’ di disagio (e parlo da persona ansiosa che pensa, ripensa e ripensa ancora prima di prendere una decisione, forse proprio per questo motivo). Ma il punto è che, anche se questa idea ci spaventa, le cose stanno così, quindi tanto vale accettarle ed esserne consapevoli. Di certo non possiamo rimanere bloccati nel punto zero teorizzato da Kierkeegard e vivere nell’indecisione permanente, in una situazione di equilibrio instabile tra le alternative che si presentano davanti a noi. Ricordiamoci infatti che anche non scegliere rappresenta una scelta, quindi è sempre meglio agire e accettare le conseguenze delle nostre azioni.

Nel film Sliding Doors viene rappresentato perfettamente questo concetto. La protagonista, Helen, a seguito del suo licenziamento si dirige verso la metropolitana e, una volta arrivata alla stazione, la sua vita si divide (letteralmente) in due linee temporali parallele: nella prima lei riesce a prendere la metropolitana e, poco dopo, scopre il tradimento del marito, mentre nella seconda le porte della metropolitana si chiudono prima che lei riesca a salire e la donna finisce con il rincasare più tardi, trovando il compagno solo. La vita di Helen si rivela totalmente diversa nelle due linee temporali: è bastata una porta scorrevole, quindi, che resta aperta in un caso mentre si chiude nell’altro, per modificare gli avvenimenti futuri.

Noi prendiamo decisioni, più o meno importanti, in continuazione. Anche solo decidere di prendere le scale invece dell’ascensore significa compiere una scelta e avere qualche rimpianto o rimorso è un effetto collaterale inevitabile. Infatti le uniche persone che non sbagliano mai sono, secondo me, quelle che non fanno mai niente.

Tornare indietro nel tempo, quindi, potrebbe esserci d’aiuto. È la stessa cosa che hanno pensato molti personaggi appartenenti a film, anime e videogiochi.

Evan Treborn, il protagonista del film The Butterfly Effect, viaggia più volte nel suo passato tramite dei vecchi diari per tentare di migliorare non solo la sua vita presente, ma anche quella dei suoi più cari amici. Ogni volta tenta di modificare un dettaglio con lo scopo di cancellare le conseguenze negative provocate da una determinata azione passata. Purtroppo, però, se è vero che alterare il passato porta alla modifica del presente, non sempre si tratta di un cambiamento positivo. Intervenire per salvare qualcuno potrebbe voler dire condannare qualcun altro, per esempio.

Anche Max Caulfield, la protagonista di Life is Strange, un’avventura grafica a episodi, scopre di avere la capacità di riavvolgere il tempo. Liceale un po’ introversa, si trova a dover fare i conti con un potere più grande di lei e decide di sfruttarlo per aiutare diverse persone a lei care e per salvare la propria città. Nel corso dell’avventura siamo costretti a compiere delle scelte per portare avanti la storia e, anche in questo caso, capiamo presto che non sempre cambiare il passato può avere un esito positivo. Qui abbiamo però la possibilità di tornare indietro nel tempo, caratteristica che ci permette di effettuare le scelte in modo molto più leggero, proprio perché se il risultato non ci soddisfa possiamo tornare indietro e rifare tutto da capo. Infatti, se davvero potessimo viaggiare nel tempo, non credete che le nostre scelte, potendo essere modificate, perderebbero il loro valore?

Infine, anche Rintaro Okabe, il bizzarro protagonista di un anime intitolato Steins;Gate, dopo aver scoperto di poter viaggiare nel tempo decide di tornare indietro per tentare in tutti i modi di salvare la sua migliore amica, arrivando però a comprendere che il suo salvataggio è sempre accompagnato da un’altra grande perdita. È come se luci ed ombre dovessero sempre tornare in equilibrio secondo il principio dello scambio equivalente, aspetto centrale dell’anime Fullmetal Alchemist: per ottenere qualcosa è necessario dare in cambio qualcos’altro che abbia il medesimo valore.

Come ho già detto, tutti noi vorremmo avere la possibilità di tornare indietro, ma ovviamente non è così. E come la vita non avrebbe lo stesso valore senza il terrore della morte, così anche le nostre scelte non avrebbero la stessa importanza senza la paura di prendere decisioni sbagliate.

Siamo quindi costretti a vivere di rimpianti e di rimorsi? Assolutamente no. Alla fine, quello che è stato è stato e, come ci ricorda il più grande saggio di tutti i tempi (Rafiki): “il passato può fare male. Ma a mio modo di vedere, dal passato puoi scappare, oppure imparare qualcosa”. Le scelte sbagliate ci permettono di crescere e maturare e, senza quei momenti neri e dolorosi che spesso vorremmo tanto rimpiazzare con qualcosa di meglio, non saremmo chi siamo oggi.

Francesca Stanzani

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