Essere rappresentante ai tempi del Covid-19

Ho riflettuto a lungo se scrivere questo articolo, poi confrontandomi con alcuni studenti e alcuni membri della Redazione mi sono convinto.

Perchè dovrei raccontare in un editoriale cosa facciamo tutti i giorni noi rappresentanti degli studenti? 

Molto semplice, in queste ultime settimane una buona parte degli studenti ha compreso che la rappresentanza sia concretamente utile a tutti.

 

Il Recente Passato 

 

Ma facciamo un passo indietro, chi sono io? Mi chiamo Alessio Dondi, studio a Scienze della Cultura (si esiste un corso così dentro ad unimore), sono rappresentante in Senato Accademico e nel dipartimento di studi linguistici e culturali e coordino la più grande associazione di rappresentanza dentro Unimore, ossia Unione Universitaria – UDU.

Forse alcuni di voi si ricorderanno di me perchè da quando sono rappresentante dal maggio del 2018, mando mail per informare tutti gli studenti sulle nostre iniziative e comunque mando meno spam del CUS sia chiaro.

Oltre gli scherzi, in questi anni abbiamo dovuto affrontare le problematiche più disparate: l’Ecosostenibilità dell’Ateneo, ripensare Modena e Reggio Emilia come città universitarie, migliorare i servizi dell’Ateneo e la lista potrebbe continuare a lungo.  

 

Vi dirò all’inizio della mia esperienza di rappresentanza parlare con i docenti in dipartimento oppure confrontarsi con il Rettore non fu facile, nel nostro immaginario collettivo come studenti spesso si ha paura che se si prova a dire qualcosa i docenti  se la prendano.

Ma con il giusto modo di fare e con il passare il tempo questo problema non si è più presentato e sempre di più mi sono addentrato nei meccanismi di funzionamento del nostro Ateneo.

 

La parte più bella di fare rappresentanza e di vivere l’associazionismo studentesco è stata fare la conoscenza di molte persone che nel tempo si sono rivelate non solo ottimi colleghi, ma anche dei grandi amici.

E’ stato con questo spirito che in questi ultimi due anni abbiamo aiutato centinaia di studenti che sono venuti a chiedere il nostro aiuto.

Avendo rappresentanti in quasi tutti i dipartimenti abbiamo potuto intercettare meglio le segnalazioni, purtroppo però non sempre ci siamo e “a distanza” proviamo ad aiutare gli studenti, non senza difficoltà.

 

La Svolta del Covid

 

Ora con queste premesse possiamo tornare ai giorni nostri. Ad inizio avevo appena dato il mio esame della Triennale e stavo cominciando a preparare i miei ultimi mesi: le ricerche per la tesi, Elezioni studentesche e cercare sostanzialmente di concludere il mio primo ciclo universitario. 

Tutto molto lineare no? Tutti noi avevamo già predisposto, a grandi linee, che cosa fare dopo la lunga sessione invernale. Con i miei amici e colleghi rappresentanti stavo già programmando gli ultimi mesi in rappresentanza nei diversi organi maggiori per poi cedere il passo alle nuove matricole e associati che sono arrivati in associazione.

Poi all’improvviso è entrato nelle nostre vite il Covid-19: il primo focolaio a Febbraio, le nostre province in zona rossa e la chiusura totale.

Questo ha comportato anche la chiusura dell’Ateneo, con tutte le sue attività compresa anche la sospensione delle elezioni e ci siamo ritrovati disorientati anche noi. 

Mai avremmo pensato ad un’evoluzione così rapida del virus che mettesse a serio pericolo le attività didattiche e invece sappiamo poi tutti com’è andata finire.

 

Così da fine Febbraio ci siamo dovuti riorganizzare in maniere frenetica, richiamando  rappresentanti che erano sul punto di laurearsi per dare una mano e catechizzando ogni singolo membro di udu di essere un riferimento per i propri colleghi nei rispettivi corsi di laurea per farci arrivare meglio tutti i problemi dai diversi dipartimenti.

Esami, tirocini e laboratori sospesi, sessioni di laurea posticipate e problemi di ogni genere; nel giro di un mese si sono agglomerate le problematiche che si erano verificate nei due anni precedenti.

La prima cosa che ho fatto è stata quella di scrivere di mio pugno una email a tutti in cui aprivamo un form dove segnalarci le problematiche e assicurare a tutto il corpo studentesco di Unimore che come rappresentanti e come associazione non ci saremmo tirati indietro nel lavorare costantemente e in prima linea per risolvere ogni problematica, facendo fede a quell’articolo nel nostro regolamento di Ateneo che recita: ”È dovere dei rappresentanti degli studenti esercitare il proprio mandato con continuità e impegno.”

Non sempre tutti coloro che fanno rappresentanza capiscono appieno il ruolo delicato che ricopriamo e anche oggi mi tocca constatare che c’è qualcuno che fa rappresentanza solo per fini personali.

 

E dopo quella email siamo diventati per molti studenti l’unica speranza per risolvere i loro problemi. Martina a cui avevano sospeso l’esame senza dargli una certezza di recupero, Marco a cui avevano fatto slittare la laurea e non aveva date certe.  Queste sono solo Alcune delle storie, con nomi di fantasia, che potrei raccontare e a cui abbiamo risolto i problemi. Proprio l’altro giorno uno di questi ragazzi mi ha scritto che è riuscirà a laurearsi ad Aprile perché siamo riusciti a fargli recuperare un esame che era stato sospeso a fine febbraio. Purtroppo ci sono anche i lati negativi, dove non ci sono rappresentanti degli studenti o non ci sono studenti che ci conoscono spesso i problemi rimangono irrisolti.

 

In conclusione

 

Se siete arrivati fin qui vi starete chiedendo del perché abbia deciso di mettere nero su bianco questa esperienza e la risposta è molto semplice: per farvi riflettere.

Io mi immagino sempre cosa sarebbe l’università senza di noi e gli scenari ipotetici sono sempre negativi. Quando non si ha la rappresentanza si accetta supinamente e passivamente il torto, ma tutto ciò è inaccettabile! Abbiamo dei diritti e dei doveri e dobbiamo rivendicarli : ma la cosa più importanti è interessarsi.

Quando noi rappresentanti vi chiediamo attenzione o di partecipare anche voi lo facciamo per il vostro bene. Un corpo studentesco più conscio e più attivo è un ottimo esercizio di democrazia per tutti.

Spero di non avervi annoiato e quando avrete bisogno mi troverete sempre lì nella mail universitaria, perché per me e per noi aiutare gli studenti è un dovere ma anche un piacere.

 

Ringrazio personalmente tutti i rappresentanti in tutti dipartimenti dell’Ateneo che hanno deciso di dare una mano in questa situazione.

 

Alessio Dondi 

 

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