Riflessioni sul Futuro

Purtroppo i libri di storia hanno la voce di chi legge. Un tono ingenuo e lontano, una comprensione formale, analitica e distaccata. La Storia, quella sentita, vissuta, in cui gli atti del presente sono direttamente condizionati oggi la stiamo sperimentando.

Non parlo dello scorrere del tempo, dello scivolare dei giorni nei mesi e di questi ultimi negli anni attraverso una quotidianità che fino a poco tempo fa riconoscevamo come l’unica rappresentazione del reale; mi riferisco agli eventi sociali che lasciano dietro di sé spazi vuoti, lacune di corpi entro i quali solo i ricordi possono parlarci. Ricordi che ci parlano di un futuro che è stato portato via… non oggi, non domani ma ieri. Un futuro che non è l’esame superato, la laurea ottenuta, l’obiettivo lavorativo portato a termine…. Un futuro che è la relazione tra il passato e il presente. Oggi viviamo una sintesi di errori, loro, nostri e vostri. Errori che porteranno a una probabile regressione sociale ed economica… mentre in questo momento stiamo vivendo sulla pelle dei nostri cari errori che sono attribuibili a una regressione etica e morale!

Ci raccontiamo che andrà tutto bene per alimentare una speranza che oggi piange i suoi morti. Certo, andrà tutto bene se saremo pronti a raccogliere le nostre speranze, quelle che ci rimangono, per ricostruire ciò che chi più e chi meno ha portato via alla Democrazia italiana. La mia quarantena si articola in momenti di necessità e di svago… Eppure nella mia relativa fortuna i miei giorni riflettono pensieri verso chi, diversamente da me, da te, e da ogni persona che in questo momento è fortunata, affronta la tragica verità che non è opinabile di una conseguenza inevitabile di un’ignoranza collettiva. Io accuso e mi accuso di aver taciuto, di aver nel silenzio fallito, di aver nel benessere che mi circonda approfittato di chi stava peggio in maniera tacitamente e ingenuamente consapevole.

Non è il virus, non è la quarantena … è la struttura sociale ad essere infetta, un’infezione che si chiama denaro e che toglie il respiro ai popoli.

 

Roberta Soncini

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