Eternal Sunshine of the Spotless Mind: decidere di dimenticare

(Spoiler warning: questo articolo contiene potenziali anticipazioni sulla trama del film!)

In questi giorni così difficili ci viene chiesto di essere coscienziosi e responsabili, e di passare (almeno chi può) tutto il nostro tempo a casa. Molti vorrebbero avere una sorta di bacchetta magica e cancellare il ricordo di questo triste periodo, come se non fosse mai accaduto.

Passando il mio tempo a casa sono innumerevoli le attività che posso svolgere, ma una delle mie preferite è quella di ripercorrere le pellicole che mi hanno accompagnato in questi anni e che mi hanno lasciato un certo “Je ne sais pas”.

Una di queste è senz’altro ETERNAL SUNSHINE OF THE SPOTLESS MIND del regista francese Michel Gondry, arrivata nelle sale italiane nel 2004. La magnifica sceneggiatura di questo film è di Charlie Kaufman che si aggiudicò pure un Oscar come “Miglior sceneggiatura originale” proprio per questo lungometraggio.

I due protagonisti, come molti di noi farebbero, decidono volontariamente di cancellare dalla propria testa i ricordi di un determinato periodo che hanno vissuto: quelli che riguardano la loro storia d’amore ormai finita, fonte di profondo dolore.

Joel e Clementine (questi i loro nomi) si affidano alla Lacuna Inc, una clinica che assicura loro l’eliminazione di quei ricordi.

La prima a scegliere di sottoporsi a tale cura è Clementine. Dopo essere venuto a conoscenza del gesto, anche Joel deciderà di compierlo. Rispetto a Clementine, però, durante la cancellazione Joel cercherà di contrastare con tutte le sue forze la caduta nell’oblio dei ricordi legati alla loro storia d’amore.

E’ qui che la fantasia di uno sceneggiatore si intreccia e prende spunto dalla realtà; la realtà come l’hanno pensata filosofi e scrittori, che di sicuro hanno lasciato un grande segno del loro passaggio.

C’è una scena che apprezzo molto, dove il personaggio interpretato da Kirsten Dunstcita una frase iconica: “Beati gli smemorati perché avranno la meglio anche sui loro errori”.

È stata pronunciata da Friedrich Nietzsche nel suo saggio “Al di là del bene e del male: Preludio di una filosofia dell’avvenire”.

La citazione di Nietzsche a parer mio racchiude tutto il tema del film e costringe ognuno di noi a riflettere sul senso di tale frase. Quando Joel constata con i propri occhi quello che ha fatto la donna che amava, vede Clementine felice.

Ma davvero è così? Davvero dimenticare il passato è la scelta migliore? Di sicuro è quella più facile, come si evince addentrandosi sempre di più nel film. Un altro pensatore però, George Santayana, non sembra d’accordo.

Nel 1905, Santayana scrisse “La vita della ragione”, in cui affermò che chi non ricorda il passato sarà destinato a ripeterlo. Il filosofo ispano-americano adottava un approccio naturalistico per cercare la conoscenza e le convinzioni che, a suo avviso, non nascono dal ragionamento, ma dall’interazione fra la mente umana e l’ambiente materiale. Certo Santayana si riferiva in modo particolare al progresso, affermando che la psiche umana si struttura acquisendo nuove convinzioni attraverso le esperienze fatte, ed è questo a impedirci di ripetere gli errori del passato.

Eternal sunshine of the spotless mindè un film che parla dell’amore e della sofferenza che può innescarsi nell’essere umano quando questo finisce, quando si costringe a dimenticare quello che ha vissuto per cercare di andare avanti. Ma non sempre ci rendiamo conto che nella vita che viviamo deve sussistere sempre un dualismo di cose, di emozioni. Bene e male, felicità e sofferenza, il dolce e l’amaro.

Miguel De Unamunoci viene in soccorso: solo la sofferenza ci rende persone. Il fatto stesso di soffrire e provare dolore è ciò che ci rende essere umani. Allora perché vogliamo dimenticare le esperienze negative? Sono queste che ci aiutano a migliorare noi stessi e costituiscono una parte essenziale del senso dell’esistenza umana, un’esperienza da considerarsi vitale.

L’idea della sofferenza di Unamuno possiede soprattutto una dimensione etica. Perché è importante accogliere il dolore? Perché è solo quando affrontiamo la sofferenza che diventiamo davvero capaci di amare il prossimo.

I comportamenti dei due protagonisti del film sono agli antipodi, suggerendoci due le strade che possiamo percorrere. Clementine sceglie la via della felicità che ci induce a scansare il dolore il più possibile.  Joel, per converso, sceglie la via dell’amore e dell’accettazione della sofferenza.

La scelta di Clementine sicuramente appare la più agevole, ma alla fine rappresenta un limite e aliena una parte essenziale della sua persona.

La seconda possibilità, scelta da Joel, è quella più difficile da affrontare ma è proprio quella che apre quel fantomatico portone che può offrirci una vita profonda e ricca di significato.

Il titolo originale del film riprende un verso del poema epistolare “Eloisa to Abelard”, scritto dal poeta inglese Alexander Pope:

“How happy is the blameless Vestal’s lot!/ The world forgetting, by the world forgot / Eternal sunshine of the spotless mind! / Each pray’r accepted and each wish resign’d.”

Letteralmente tradotto in:

“Com’è felice il destino dell’incolpevole vestale! / Dimentica del mondo, dal mondo dimenticata. / Infinita letizia della mente candida! / Accettata ogni preghiera e rinunciato a ogni desiderio.”

La traduzione del titolo in italiano “Se mi lasci ti cancello” è stata giustamente criticata dal pubblico, in quanto distrugge tutta la poesia e la filosofia dell’amore umano che viene raccontata in questa storia.

Il tema dell’oblio dei ricordi ha sempre suscitato particolare interesse negli uomini ed anche la comunità scientifica ha cercato di scoprire tutti i meccanismi adatti alla cancellazione di eventi tragici. Ad esempio un team di ricerca della Radboud Universiteit Nijmegen nei Paesi Bassi ha notato che eseguendo l’elettroshock sotto anestesia totale unito alla somministrazione di farmaci per rilassare i muscoli è possibile dimenticare determinati ricordi. Nonostante questo rappresenti un piccolo successo sono ancora tante le cose che non sono chiare riguardo al trattamento, il che fa emergere problemi etici legati all’uso di una terapia così controversa.

Anche Sigmund Freud trattò questo aspetto. Secondo i suoi studi, l’essere umano potrà sì eliminare ricordi o fatti spiacevoli dalla propria coscienza, ma essi comunque si manifesteranno attraverso nevrosi o sogni.

Consiglio, a chi ancora non ha visto il film, di dedicare un po’ del proprio tempo per guardarlo. Ognuno di noi potrà sicuramente trarne qualcosa, soprattutto in questo preciso momento storico che siamo chiamati ad affrontare. Ricordare, per quanto difficile possa essere certe volte, è sempre la giusta scelta da fare. Come dice Joel in una scena del film:

“Per favore, mi lasci questo ricordo, soltanto questo.”

Martina Rando

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