UNA PRIMAVERA TRAVESTITA DA INVERNO O DA PRIMAVERA?

Ho volutamente scelto di cominciare il presente articolo con una domanda provocatoria per un motivo molto semplice: a causa dei numerosi e sempre più evidenti cambiamenti climatici che si stanno manifestando in questi anni, il trimestre primaverile ( marzo-aprile-maggio) è stato caratterizzato da lunghi periodi siccitosi e con temperature costantemente sopra la media. Questo ha portato a identificare, erroneamente, nel nostro immaginario collettivo, tale stagione come un’anticamera della lunga e tanto amata o temuta (dipende dai punti di vista) estate. Lo scopo della mia riflessione è il seguente: farvi comprendere nella migliore maniera possibile, che “primavera” non fa rima necessariamente con caldo, anticiclone, sole, prati fioriti, primi bagni al mare. Queste sono condizioni che si sono venute a creare in maggior frequenza dagli anni 2000 sono frutto della modificazione della circolazione atmosferica a livello non solo italiano, ma globale e soprattutto europeo. Per brevità e facilitare la comprensione, visto che l’argomento richiederebbe un trattato intero, ve la riassumo con la seguente immagine tratta da un sito molto famoso specializzato in questo tipo di analisi: Meteogiornale.

 

Innanzitutto, spieghiamo la foto: le due linee, arancione e rossa, rappresentano quella che era ed è diventata, l’area di espansione della figura barica responsabile delle ondate di caldo e di lunghi periodi siccitosi sul nostro continente: l’Anticiclone Africano, che risiede e trae origine, come suggerisce il suo nome, dall’Africa. La linea arancione rappresenta quella che era la normale estroflessione verso nord del suddetto Anticiclone nel periodo compreso tra gli anni 60-70 del Novecento. La linea rossa raffigura invece, com’è cambiata e si è estesa enormemente verso nord, la tendenza dell’Anticiclone Africano ad invadere l’Europa e l’Italia, apportando forti e sempre più frequenti ondate di caldo africane, sia durante il periodo primaverile, sia durante la stagione estiva. Come potete vedere, negli anni 60-70 il noto anticiclone era si presente sul nostro paese, ma non certamente in maniera così intensa, frequente e in grado di conquistare quasi tutto il continente europeo com’è invece avvenuto a partire dagli anni 2000. La conseguenza di tale cambiamento è stata quella di aumentare enormemente le temperature nella stagione primaverile, portandole costantemente a lunghe fasi sopra la media del periodo. Per fare un esempio pratico: Temperatura media della primavera negli anni 60-70: mese di riferimento Marzo: +12/+15 gradi la massima, mentre la minima era sui +5/+6. Stiamo parlando in termini meramente generali ovviamente, con tante eccezioni, ma serve per farvi capire il concetto. Temperatura media della primavera negli anni 2000: mese di riferimento Marzo: +20/+22 gradi la massima, la minima +10/+11 gradi. Anche qui sto generalizzando e semplificando. Notiamo dunque un aumento nell’ordine di circa 10/7 gradi per la temperatura massima, e di 5/6 gradi per la temperatura minima. Una cifra davvero notevole. In secondo luogo, non è vero che la primavera non ha mai avuto ondate di gelo, freddo e neve non solo in montagna ma anche in pianura. Volete un esempio ? Eccolo qui:

Questa è un esempio di carta meteorologica che viene elaborata dai modelli previsionali. La carta si riferisce al periodo 7-8 aprile del 2003: ho scelto quell’anno perché come molti sapranno, fu caratterizzato dall’estate più calda della storia recente. I colori rappresentano le diverse figure bariche che governano il nostro clima: aree di Alta Pressione (Colori gialli, arancioni, rossi, sono zone dove c’è aria calda e quindi bel tempo, cioè sole) e aree di Bassa Pressione (colori freddi, azzurri, blu, viola, più sono scuri e più la massa d’aria è fredda e instabile, cioè carica di precipitazioni). Cosa notiamo? Sulla destra vediamo i colori gialli andare verso nord-est sulla Scandinavia, significa che l’Alta Pressione delle Azzorre si elevò in senso parzialmente meridiano e come conseguenza di ciò, da nord-est, l’Italia venne investita da una forte ondata di gelo, che vediamo rappresentata sul lato destro (la massa di colore blu scuro). Non è un caso che abbia scelto questa carta perché la configurazione rappresenta molto da vicino, la stessa configurazione atmosferica che ha investito la nostra penisola in questi giorni con freddo intenso, vento, neve in pianura e sulle coste. La primavera è una stagione intermedia tra l’Inverno e l’Estate: essendo una via di mezzo, essa si caratterizza per poter essere soggetta nella prima parte (tutto Marzo e buona parte di Aprile) a frequenti “colpi di coda invernali”, ovvero irruzioni di aria fredda di natura artica (provenienti dal Polo Nord) o continentale (cioè il gelo dalla Russia), che possono determinare nevicate anche in pianura e crolli di temperatura molto veloci, seguiti tuttavia da repentini rialzi termici una volta cessato il transito della massa d’aria fredda. Queste sono ed erano le caratteristiche tipiche della stagione primaverile. La sua fase calda e più stabile iniziava normalmente verso la metà di maggio, essendo il mese di aprile e in parte anche maggio, molto spesso soggetti al transito di numerose perturbazioni piovose, alternate però anche a diversi momenti soleggiati, il che non vuol dire avere ondate di caldo africano pre-estivo per lunghi periodi, cosa che è accaduta sempre più spesso.  In quest’ultima parte del mio articolo, cercherò di spiegarvi brevemente perché stiamo vivendo una situazione tardo invernale. Osserviamo la presente mappa meteorologica:

Quella massa di colori blu scuri, viola che vedete in alto si chiama Vortice Polare ed è una gigantesca massa di aria gelida che governa le nostre stagioni autunnali, primaverili ed invernali. Quando si presenta così compatto come lo vedete in figura, il freddo rimane tutto confinato verso il Polo Nord e alle latitudini meridionali, quindi in Italia, il clima si presenta molto mite, spesso soleggiato con occasionali deboli perturbazioni. Ed è proprio quello che è successo da metà dicembre fino a fine febbraio- primi di marzo: assenza totale di irruzioni di aria fredda da nord. Questo ha comportato un accumulo di tantissimo freddo al Polo Nord, come un serbatoio o un contenitore di acqua: se voi lo svuotate ogni tanto esso non traboccherà mai, ma avrà sempre uno spazio per essere riempito. Se voi non lo svuotate mai, e ci aggiungete altra acqua, prima o poi essa sarà così tanta da traboccare ed uscire fuori dal contenitore. Ed è esattamente quello che sta accadendo alla massa di aria fredda contenuta al Polo Nord (il suo contenitore): il Vortice Polare si sta svuotando del freddo accumulato per tre mesi, ed ora a ondate, esso scende verso sud portando condizioni climatiche prettamente invernali. Se questo fosse successo normalmente in Inverno (dicembre-gennaio-febbraio), le irruzioni sarebbero meno intense e frequenti, invece a causa dell’accumulo continuo di gelo ora sono molto forti. 

Osservate questa carta: 

Potete vedere i colori caldi, gialli e rossi (sulla sinistra) salire verso nord, mentre i colori freddi (sulla destra) scendere verso l’Italia. Significa che da una parte l’aria calda sale verso il Polo Nord, e così facendo “indebolisce, rompe” il vortice polare che funziona da contenitore del freddo, il quale scende verso sud. Aria calda sale, aria fredda scende: in gergo tecnico si chiama “scambio meridiano”, ovvero è uno scambio di masse d’ aria opposte che si muovo in senso meridiano cioè una va su (quella calda , colori gialli a sinistra) e l’altra scende giù (quella fredda, colori blu e viola a destra). Siccome c’è molto freddo da smaltire, la primavera si è travestita e lo farà ancora, da Inverno, fino a quando non si sarà svuotato tutto il serbatoio gelido al Polo Nord. Non si può sapere quando ciò avverrà e non è detto che tutte le irruzioni fredde colpiranno l’Europa e tanto meno la nostra penisola. Insomma, da un lato è una primavera che ha ritrovato la sua dinamicità tipica da primavera (sbalzi termici, piogge e nevicate), dall’altra si sta travestendo da inverno in maniera estrema, ma anche le ondate di caldo degli anni passati in questo periodo erano estreme, solo che piacendo maggiormente il bel tempo e il sole, nessuno lo ha mai notato l’anormalità della situazione.

Dunque, aspettiamoci altre sorprese da questa primavera…
senza essere sorpresi perché la normalità di ieri oggi sembra essere diventata un’anormalità.
Pierfrancesco Lanzillotta

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