Il Quidditch attraverso i suoi discepoli

Agli appassionati di J.K. Rowling , che a solo sentire la parola Quidditch immaginano scope volanti e mirabolanti acrobazie per agguantare il Boccino d’oro, farà piacere sapere che proprio a Modena ne esiste una squadra!

Ma diamo un po’ di contesto (anche a beneficio di coloro la cui lettura della popolarissima saga risale magari a più di qualche anno fa), e partiamo dalle origini: il Muggle Quiddich, o Quiddich Babbano, nasce nel 2005 in America, per la precisione al Middlebury College nel Vermont, grazie ad un gruppo di appassionati. Arrivato in Italia nel 2012, vi si diffonde in modo discreto ma tenace, partendo da Milano ed arrivando, ad oggi, in quasi tutta la penisola.

E’ il parco Ferrari il luogo prescelto per gli allenamenti dei Manticores Modena: uno scenario che, dal momento del mio arrivo, mi catapulta nel sogno di ogni appassionato di Harry Potter… Anche se, a ben guardare, lo sport in cui un gruppo di ragazzi e ragazze si sta allenando davanti ai miei occhi non è, in fondo, così surreale.

Ma è meglio che lasci ad A.N., l’allenatore della squadra, introdurre i lettori al mondo del Quidditch Babbano.

Come funziona il Quidditch Babbano?
A.N.: La squadra è composta da 6 giocatori per i primi 17 minuti; al 18esimo con l’entrata del cercatore diventa una partita 7 vs 7.

Quattro di loro, tre cacciatori ed un portiere, giocano con la “pluffa”, una palla da pallavolo leggermente sgonfia per favorirne la presa, che viene passata, con il fine ultimo di centrare uno dei tre anelli . Ogni goal vale 10 punti .

Altri due giocatori (sempre per squadra), sono i battitori, i quali giocano con i “bolidi”, palloni da dogeball, anche qui leggermente sgonfi, che vengono lasciati allo scopo di colpire i giocatori avversari.

 

Se un giocatore, indipendentemente dal proprio ruolo, viene colpito da un Bolide, questo deve scendere dalla scopa, se in possesso del pallone lasciarlo a terra, toccare uno dei suoi anelli e rimontare sulla scopa.

Finché la procedura non è stata svolta, si è esclusi dall’azione e non si può interferire con essa!

 

Ma come mai tutti i palloni sono sgonfi?

A.N.: Beh, come nella famosa saga, anche noi siamo a “cavallo di una scopa” – rappresentata nel nostro caso da un tubo in PVC lungo un metro. Questa è solo una limitazione di gioco: come nel basket non si possono usare i piedi e nel calcio le mani, nel Quidditch bisogna sempre avere la scopa tra le gambe, il che ci obbliga a sfruttare solo una mano su due per la maggior parte del tempo.

 

Esistono squadre femminili e maschili?

A.N: No! A differenza di altri sport, nel Quidditch la squadra è mista.

Qualunque identità e genere sono i benvenuti, potendoli definire ad inizio partita (sono inclusi anche i generi poco conosciuti come: genderfluid, ageder, etcetera). Insomma, non esistono discriminazioni… esistono solo giocatori di Quidditch!

L’unico limite consiste nella cosiddetta “gender rule”: non devono essserci più di quattro persone che si identificano nello stesso genere all’interno della stessa squadra.

 

Parlando del boccino, penso che venga spontaneo domandarselo: come viene rappresentato in questo sport?

Il Boccino è difeso da arbitro neutrale, vestito di giallo, che deve cercare di non farsi rubare lo scalpo dal pantaloncino! Ha luogo una specie di lotta libera per avvicinarsi allo scalpo ed afferrarlo, e solo il cercatore, ovviamente, può catturarlo: quando uno dei due cercatori riesce a prendere lo scalpo guadagna 30 punti e sancisce la fine della partita, ma non per forza la vittoria!

 

Quindi i Boccini saranno tutti ragazzi prestanti e sportivi?

Nel Quidditch può aiutare essere grossi quanto anche essere piccoli ma veloci.

Non esiste di fatto un boccino standard, così come per i giocatori delle squadre.

Come detto prima, non importa di che genere sei, ma come affronti l’avversario che hai davanti .

Questo te lo possono confermare anche altri ragazzi!

 

G.F. , tu sei il capitano della squadra. Quando hai deciso di fondarla?

Durante un campo a tema Harry Potter a Canazei ho scoperto questo sport e così, una volta tornato nella mia città natale, ho deciso di fondare i Manticores Modena.

 

D.R. , come hai scoperto questo gruppo di Quidditch? Prima facevi parte di un’altra squadra?

No, prima giocavo a pallavolo, che è sempre uno sport di squadra ma totalmente diverso.

Ho deciso di entrare in squadra grazie a un annuncio su Facebook; così è stato per tanti altri dei ragazzi e, da sei che eravamo, oggi contiamo ben sedici giocatori!

 

Cosa trovi di divertente nel Quidditch?

T:  È uno sport con tratti di gioco innovativi, non presenti in altri sport, che offre dinamicità e inclusività ad ogni livello.

 

Tutti i componenti della squadra sono accaniti fan di Harry Potter ?

C: No, alcuni di noi hanno questa passione, ma altri hanno visto solo i film o addirittura non sono per niente attirati dalla saga!

 

Palle da dogeball, lotta libera… Il Quidditch non è proprio quello descritto nei libri.

T:  Non è uno sport facile, ci vuole un po’ di allenamento per capire le dinamiche, i movimenti e le varie strategie. Inoltre serve un buon allenamento; per lo questo integriamo con anche una buona preparazione atletica. In generale non c’è nessuna discriminazione in base alla preparazione tecnica o atletica, alla fine si viene ad allenamento per imparare!

 

Si fa una selezione per determinare chi può entrare nella squadra ?

C: Assolutamente no, né in base all’età né ad altro.

 

Ci alleniamo ogni lunedì, martedì e giovedì al parco Ferrari, dalle 18.30 alle 20.40: chiunque ne abbia voglia può anche solo venire a provare o ad assistere a un nostro allenamento. Noi sicuramente lo accoglieremo a braccia aperte!

 

Ed io posso confermare. Ero partita dall’idea che avrei visto un gioco sicuramente più simile a quello dei libri, ma devo dire che lo sport che mi sono trovata davanti è sicuramente uno dei più inclusivi, dinamici e originali che abbia mai visto.

Ho sempre trovato negli sport di squadra, forse perché rendono necessario l’affidarsi agli altri, un miglior rapporto tra compagni (mancante il quale, effettivamente, nessuno mai si sognerebbe di prendersi un bolide al posto tuo!).

Oggi posso dire di aver scoperto che, in un angolo del parco Ferrari, chiunque sia alla ricerca di un po’ di magia può sperare di trovarla in questo sport inusuale e appassionante che è il Quidditch… attraverso i suoi discepoli.

 

Ilaria Vandelli

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