Pillola rossa o pillola blu? Alla scoperta del mondo in cui i “Brutti” odiano

Chi sono gli Incel? Oggi andremo a scoprire e ad analizzare una nuova subcultura che è nata negli Usa ma che si è diffusa in tutto il mondo attraverso internet e i blog. Un viaggio tra insicurezza, emarginazione sociale e odio.

 

Quando ho deciso di scrivere questo articolo ero ben consapevole di saperne poco e soprattutto di quanto fosse difficile parlarne. La teoria Redpill è qualcosa di poco conosciuto ai più e se è conosciuta molti la associano al film Matrix e al famoso dialogo tra Morpheus e Neo.

“Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del Bianconiglio.[1] Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più”.

Tuttavia, non è un errore associarlo al film, dal momento che prende spunto da esso, ma va comunque a teorizzare qualcosa di differente.

 

Prima di addentraci in questo mondo è giusto fare delle premesse. Ho avuto modo di fare delle ricerche all’interno di Forum e Blog sia italiani che americani. È emerso che gli argomenti vertono spesso su personalità fragili e introverse che nei casi più estremi hanno portato queste persone a suicidio o stragi. Cercherò di scrivere nel modo più oggettivo, ma riservandomi anche la critica a determinate posizioni.

 

Ma cosa significa Incel? il termine Incel è originato dall’unione dei vocaboli inglesi involuntary e celibate, ossia involontariamente celibe. Si può affermare che queste persone credano che la loro condizione sia dovuta a fattori deterministici sui quali loro possono fare bene poco per modificarla.

Questa definizione nasce dalla subcultura americana per dare una spiegazione a dei problemi di relazione tra le persone. Fece la sua prima apparizione negli anni Novanta, ma il fenomeno ebbe notevole espansione negli anni 2000 grazie a Internet ed ai primi forum on-line.

La maggior parte di persone che ritiene di far parte degli Incel è prevalentemente maschile e al suo interno troviamo individui sia di orientamento eterosessuale e omosessuale.

 

La teoria su cui si basano gli incel si chiama “LMS”, ossia Look (aspetto), Money (denaro) e Status (reputazione/fama). Questa teoria afferma che l’attrazione romantica o sessuale tra le persone non derivi da fattori come l’affinità caratteriale, l’educazione o una scelta personale condotta dall’individuo, ma in realtà la compatibilità relazionale tra gli individui è determinata solo da fattori come la bellezza, la ricchezza e lo status. L’amore viene visto nel senso schopenhaueriano, ossia della mera pulsione naturale volta a far riprodurre la nostra specie. Annullano ogni idea di romanticismo nella vita umana.

 

La teoria LMS propugna l’idea che la bellezza sia tendenzialmente definibile attraverso indagini statistiche, inter-soggettivamente e, in tal senso, valutabile su una scala da 0 a 10.

Di questa valutazione in scala 1 a 10 ho avuto modo di vedere prove tangibili sui blog: molto spesso gli utenti sottopongono loro stessi o le foto di persone che gli piacciono per vedere la valutazione che viene data dalla comunità. In base ai voti gli Incel si autodefiniscono o definisco il possibile partner e nel caso la valutazione fosse troppo alta, non accennano nemmeno ad un approccio con l’eventuale persona d’interesse.

La parte più interessante della teoria è quella riguardante le donne. Esse vengono additate dagli incel di essere iper-selettive e superficiali. I più affermano che sia stata la liberalizzazione dei costumi sessuali del 1968 a rompere l’equilibrio che c’era in precedenza. Infatti, prima gli uomini avevano più possibilità di avere un partner perché le donne era sottoposte maggiormente ad una monogamia voluta dal maschio in cui avevano meno possibilità di scelta (con “monogamia” gli Incel si riferiscono unicamente al senso zoologico del termine ossia l’accoppiamento e la convivenza con un solo partner, distanziandosi dalla concezione comune che l’osserva come unione matrimoniale). Mentre invece oggi secondo gli Incel, le donne sono protagonista della loro scelta, che si attua attraverso la selezione biologica del proprio partner, rendendo unicamente l’uomo parte passiva della scelta e non più componente attiva. Così, muovendosi unicamente attraverso motivi biologici, le donne si concentrano nella selezione su un insieme privilegiato di individui, escludendo tutti coloro che non rispettano i requisiti LMS, ossia gli Incel stessi.

 

Coloro che seguono la teoria LMS hanno quindi assunto la Redpill e sono diventati consci della realtà, mentre coloro che non seguono la teoria hanno assunto la Bluepill e vivono nell’inconsapevolezza; ecco quindi il riferimento al film Matrix.

 

 

 

Le critiche più dure che vengono fatte a questa subcultura sono quelle di fomentare e far provare ancora più odio e rivalsa a queste persone. Se andate a scorrere le notizie in merito alle stragi in America, almeno sei massacri sono riconducibili ad Incel che hanno deciso di attuare la propria vendetta contro la società e contro il genere femminile.

 

In strenua sintesi questo è il mondo Incel. Da un lato capisco il disagio di vivere in una società dove spesso e volentieri l’arrivismo e l’apparenza sembrano i valori fondanti, ma dall’altro loro stessi cadono in contraddizione utilizzando i canoni di questa società malata, che loro criticano, per autodefinirsi.

Inoltre, trovo aberrante la concezione dei rapporti di coppia patriarcale in cui gli Incel credono, le donne hanno e devono avere la libertà di potersi autodeterminare.

La nostra vita è costantemente attraversata da sconvolgimenti emotivi e rifiuti in ogni campo, ma arroccarsi in sé stessi e cominciare a odiare non è mai la risposta più efficace per risolvere il problema. Non sono uno psicologo ma sento di consigliare a queste persone di compiere il grande sforzo di ritornare a credere in loro stessi: spesso riusciamo a giudicare e pontificare sui problemi degli altri, ma la sfida più difficile è capire ed elaborare i problemi che abbiamo con noi stessi.

 

 

 

 

 

Alessio Dondi

 

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