CRISI DI GOVERNO: ISTRUZIONI PER L’USO

In queste ultime settimane è successo di tutto e come redazione forniamo una piccola cronistoria per orientarsi nel comprendere questa crisi.

In queste ultime settimane è successo di tutto e come redazione forniamo una piccola cronistoria per orientarsi nel comprendere questa crisi.

I ATTO

Tutto ha inizio durante una calda estate dell’8 agosto, la maggior parte di noi si sta riposando dalla sessione appena conclusa e si trova in vacanza o semplicemente a casa a riposare.

Ma come un fulmine a ciel sereno irrompe una crisi di governo, proprio nel periodo in cui quasi tutti smettono di seguire i fatti di cronaca con costanza e approfondimento.

La Lega e Matteo Salvini presentano una mozione di sfiducia contro il proprio governo: “non cʼè più una maggioranza, si vada al voto” afferma il leader della lega, ma la compagine governativa dei cinque stelle non ci sta e il Premier Conte subito dopo ha affermato che “Andrò in Parlamento [..] il nostro governo ha lavorato nelle sale e nei palazzi, non era in spiaggia”. 

Con queste parole il Premier ha ribadito fin da subito che è stato Salvini, forte del consenso dei sondaggi, a voler staccare la spina del governo e sui social e nelle piazze è partita una dura contestazione all’ormai (ex) ministro colpevole di non aver mantenuto la sua promessa di far durare 5 anni il “governo del cambiamento”.

Con queste parole il Premier ha ribadito fin da subito che è stato Salvini, forte del consenso dei sondaggi, a voler staccare la spina del governo e sui social e nelle piazze è partita una dura contestazione all’ormai (ex) ministro colpevole di non aver mantenuto la sua promessa di far durare 5 anni il “governo del cambiamento”.

II ATTO

Dopo un fine settimana incandescente, dove a causa dell’instabilità lo spread è volato oltre quota 240, guadagnando 30 punti in una sola seduta, la Borsa di Milano è finita in profondo rosso (-2,48%) bruciando 15 miliardi di euro, la crisi di governo si sposta nelle aule parlamentari e viene fissata per il 13 Agosto la discussione per calendarizzare la mozione di sfiducia.

Così la presidente del Senato Casellati ha richiamato i Senatori dalle vacanze per calendarizzare la sfiducia al governo, la Lega voleva far votare già oggi 14 agosto, mentre i cinque stelle, PD e LeU dopo ferragosto.

Nella giornata di ieri quindi si è innescata una lunga discussione dove gli ormai ex alleati cinque stelle e lega hanno fatto volare gli stracci, dandosi la colpa vicendevolmente della crisi del governo. Ma arrivati al momento della votazione per calendarizzare la sfiducia, il Senato ha respinto la proposta leghista e avallato quella della “nuova” e momentanea alleanza parlamentare tra Cinque stelle, PD e LeU.

E quindi ora che succede?

III ATTO

Ora dovremo aspettare il 20 Agosto per sentire il Premier Conte riferire in aula in merito alla crisi ma gli scenari possibili ora sono all’incirca quattro: da un accordo M5s-Pd al ritorno alle urne, da un governo tecnico-istituzionale a una Lega che potrebbe fare un passo indietro, ritirando la sfiducia a Conte. Sullo sfondo, però, c’è il taglio dei parlamentari, tanto caro al M5s, che di fatto rischia di saltare o di non poter essere applicato alla prossima legislatura.

Quindi la situazione non è assolutamente chiara e a farne le spese siamo tutti noi, presto si dovranno trovare le risorse per la manovra finanziarie e c’è il forte rischio che scattino le clausole di salvaguardia e di conseguenza Se l’Iva dovesse aumentare, spiega Il Sole 24 Ore, il suo peso ricadrebbe sulle famiglie: “Con un effetto sul budget familiare che Il Sole è in grado di stimare in 541 euro in media all’anno, che corrispondono a 45 euro in più al mese su una spesa di 1.982 euro”.

E a noi universitari nel dettaglio che cosa cambia? 

Grazie a questa crisi per l’ennesima volta il settore universitario, e in senso più largo l’istruzione, vengono messi in quarto piano e nel frattempo il ministro Bussetti non si preoccupa più del suo dicastero ma è già impegnato in campagna elettorale.

A questo punto non ci resta che aspettare e sperare che ci sia una presa di responsabilità da parte di tutti anche se in questi mesi ci hanno dato riprova del contrario.

Alessio Dondi e Matteo Ballotta

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