Commeunity

Il 23/11/18 le associazioni ESN e UDU hanno organizzato un convegno sui temi Erasmus e della mobilità europea invitando il prorettore Sergio Ferrari, l’assessore comunale Andrea Bosi e l’europarlamentare Elly Schlein.
Presentando brevemente le associazioni, ESN (Exchange Student Network) si occupa di creare un network tra gli studenti che hanno partecipato a pro-grammi Erasmus, di aiutare chi intende partire a trovare informazioni di ogni sorta, oltre che promuove-re pacchetti relativi ai progetti europei di mobilità (dunque se volete partecipare ad un Erasmus fate un salto a trovarli). UDU (Unione Universitaria) si occupa invece di rappresentanza studentesca e di organizzare eventi culturali.
Facendo una breve cronaca dell’evento, si è parlato in una prima fase dei nuovi obiettivi del programma, il quale ha anche cambiato nome ridefinendosi come Erasmus+. Tra le nuove missioni principali vi è la riduzione della disoccupazione giovanile (tanti sono di fatti i nuovi progetti di tirocini formativi, ad esempio) e la crescita di un senso di appartenenza europea tra i giovani. Si sono poi visionate le principali mete scelte, tra cui Spagna, Germania, Inghilterra, Olanda (dalla quale il prorettore ha detto che, stranamente, gli studenti non vogliono più ritornare), oltre che altre statistiche “particolari” (come il fatto che 1/3 degli Erasmus hanno partner di nazioni diverse dalla propria)
Dopo l’intervento dell’assessore Bosi che ha presentato gli stabili riqualificati a Modena utilizzando fondi europei, è stato il turno dell’onorevole Schlein.
L’eurodeputata (fa effettivamente un certo effetto averne uno a così poca distanza) ha parlato della sua esperienza politica, cominciata nella rappresentanza studentesca e finita nei palazzi del potere di Bruxelles, oltre che dell’importanza per un parlamentare di tornare nei luoghi che hanno contribuito a farlo eleggere. Ha poi presentato i ruoli e le funzioni delle istituzioni europee a partire dal Parlamento. Il Parlamento è eletto da oltre 500 milioni di cittadini ed ha progressivamente guadagnato poteri, sebbene sia ancora su molti dossier subordinato alla Commissione Europea dove siedono rappresentanti scelti dai governi europei. Di fatto, come lei stessa afferma, molte scelte dell’Unione sono frutto di logiche che intercorrono fra gli esecutivi più che dell’azione dei parlamentari eletti durante le elezioni europee. La Commissione Europea è di fatti, semplificando, composta da 28 commissari nominati dai rappresentanti delle singole nazioni (uno per stato), che tutta-via non dovrebbero rappresentare i territori che gli hanno eletti (in teoria) ma l’Europa nel complesso.
Attualmente il presidente della Commissione è invece deciso tra quello che riceve più voti tra coloro che sono collegati alle liste delle famiglie europee (splitzenkandidat).
Una delle grandi critiche che si muove verso l’UE, come lei stessa afferma, è il fatto che il bilancio comune europeo rappresenti solo l’1,08% del PIL continentale. Si chiede dunque all’Europa di risolvere alcune delle più grandi sfide degli ultimi secoli (come disuguaglianze ed immigrazione) con fondi limitatissimi, un po’ come far andare una Ferrari con il motore di una Panda. Oltre a queste tematiche ne sono emerse tante altre, per riassumere le quali servirebbero probabilmente pagine e pagine, dai flussi migratori ai progetti per i giovani.
Traendo le conclusioni dell’evento, emerge il quadro di un Unione che ha tanti problemi, nonché la volontà dei cosiddetti eurocrati di proporre forti cambiamenti anziché “barricarsi al potere” per man-tenere lo status quo. La grande sfida del futuro sarà capire come far funzionare questo mastodontico soggetto politico, cercare di rendere nazioni che nei secoli addietro hanno combattuto sempre più vicine sino a diventare un tutt’uno, plasmare un’unione di stati, popoli, persone per evitare di morire, come individui.

 

Matteo Ballotta, Alessio Dondi

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