I SETTE ELETTROTIPI DI EICMA 2018

Ad inizio novembre a Milano si è svolto il Salone del Ciclo e Motociclo e fra i vari espositori, uno mi ha dato lavoro per una settimana: Energica (energicamotor.com) una ditta di Soliera (MO) che produce moto elettriche supersportive. Come standi-sta, ho cercato di promuovere la moto per tutti gli interessati che si sono fatti un giro allo stand: quindi sono venuto in contatto con moltissime persone e moltissimi punti di vista diversi sul prodotto. Il ri-sultato di questa esperienza è stato l’identificazione di sette specie di visitatori che si possono trovare in un ecosistema come l’EICMA, ognuna con il suo particolare approccio all’elettrico.

(0-15 Anni) I BIMBI DEGLI STIGHERZ:
Con loro l’interazione sarà molto breve: non sanno in che stand sono, non sanno qual è prodotto espo-sto, ma sanno esattamente cosa vogliono. Entrano in fiera con un unico obiettivo: niente moto, niente modelle. Solo L’adesivo. La loro missione è quindi girare per più stand possibili per “collezionarli tut-ti”. Ora, una domanda sorge spontanea: ma quando si trovano a casa, con un mucchio di adesivi DOVE LI ATTACCANO? Quale superficie può essere ab-bastanza estesa da essere coperta con centinaia di stickers?

(15-25 Anni) IL NOVIZIO PURISTA:
Ha avuto una, massimo due moto e non ha certo un budget ampio. Per lui non è importante la velocità massima dichiarata ma quella “che può fare davvero se la mette a posto ammiocuggino”. Alla visione di una moto elettrica, e quindi profondamente diversa dalla sua, fa la stessa espressione di un vegano da McDonald’s. Nonostante la giovane età ha una fede incredibilmente radicata nella moto “tradizionale”. Per lo meno la sua scarsa esperienza non gli permet-terà di fare domande intelligenti e sarà presto di-stratto dalle modelle.
(25-35 Anni) IL MOTOCICLISTA VERO:
Più esperto del novizio, ha un budget leggermente più alto e maggiore capacità di fare domande e di ascoltare le risposte. Finalmente si trova un tipo che può essere genuinamente interessato ad una moto elettrica. Però non vuole mettere troppo a rischio la sua reputazione da duro e puro, quindi la valuta al massimo come “seconda moto”, concetto imper-scrutabile conosciuto solo a lui e ai suoi amici. Sa il fatto suo quindi non ha bisogno di spiegazioni, pre-ferisce sfogliare il dépliant. Ti fermerà solo alla fine dell’esame per chiederti di provarla, come se voles-se farlo davvero, ma non farti strane
idee. Se ne dimenticherà appena notata la modella dello stand a fianco.

(35-45 Anni) L’ELETTROTIFOSO:
Lui è il vero target. È spesso un elemento di un gruppo e si offrirà volontariamente di fare il tuo la-voro al posto tuo. Dopotutto è giusto, anche perché molto probabilmente ne sa più di te sulla moto elet-trica, che gli permette di essere nerd e figo allo stes-so tempo. Lui forse verrà a provarla davvero, a me-no che i suoi amici puristi non lo convincano a ri-manere nel mondo del petrolio. Da lui comincerà la rivoluzione elettrica, è un vero supereroe, quindi potrebbe metterti in difficoltà con domande da super-ingegnere.

(45-55 Anni) IL FIGHETTO DA MOTO:
È evidentemente in crisi di mezza età. Una crisi se-verissima, che lo porta a comprare moto d’impulso per soddisfare quel fuoco di giovinezza inaspettata-mente riacceso. Ma non è una preda per te, perché ha una psiche simile a quella del novizio. Se è elet-trica e non fa brum brum, e quindi non ti fa notare, “non è una vera moto”. Vorrà farsi sciorinare tutti i dati, senza tuttavia ascoltarli, perché tanto la sua moto è meglio. Per non rischiare di lasciare il centro dell’attenzione interverrà con continui commenti ma purtroppo il numero delle obiezioni sembra pregiu-dicarne la pertinenza. L’interazione si concluderà con il suo laconico “Eh, è il futuro…”

(55-70 Anni) L’ELETTROSCETTICO:
Questo è il tipo più pericoloso che ti puoi trovare davanti. Usualmente ricopre il ruolo di capogruppo e difenderà sempre il sacro pistone. Ha bisogno di dialogo, anche perché probabilmente l’età che avan-za non gli permette di leggere bene il dépliant, ma per lui è una sfida d’onore. Ti farà, oltre le domande classiche, anche quelle che solo chi sa che pagherà tutto di tasca sua fa: la vita della batteria, il bollo, i tagliandi… quelle cose che ti fanno godere la vita insomma. E durante la tua esposizione, dovrai esse-re ineccepibile, perché alla minima esitazione si lan-cerà nella sua filippica di luoghi comuni sull’elettri-co che anni di lobby del petrolio gli hanno insegna-to.

(70-100 Anni) IL MATUSA A DUE RUOTE:
Questo tipo non gira quasi mai da solo, è circondato da compagni elettroscettici o da parenti elettrotifosi, o da badanti ucraine. Esiterà a chiedere, e raramente interromperà, poiché ci capisce abbastanza poco di tecnologia. Per lui la moto non può essere troppo complessa, non ci si può preoccupare di autonomia, colonnine di ricarica e altre cose. Poi vabbè, lui guarda solo, perché l’ultimo giro in moto l’ha fatto
vent’anni fa. Si rivelerà refrattario a qualsiasi van-taggio dell’elettrico, sperando che non arrivi mai per lui il momento di vedere la morte del motore a scop-pio. Dopotutto se muore il petrolio, un Dinosauro come lui inizierebbe a sembrare veramente un fossi-le…

Bene, la lista finisce qui. Lasciatemi scusare per questa ridicola carrellata. Ovviamente è un elenco incredibilmente superficiale senza nessuna pretesa di essere una ricerca di mercato. Sono solo le im-pressioni dopo tante ore di lavoro rese faticose dall’enorme quantità di visitatori incuriositi. L’età non cambia necessariamente il modo di pensare, e nessuno di questi tipi esiste nella sua forma più pu-ra. Al massimo da questa lettura si può evincere che il problema principale dell’elettrico in questo mo-mento non è per niente l’autonomia, la durata delle batterie, il peso, ma la mentalità con cui viene accol-to. Nel mondo dei motociclisti in particolare regna sovrano un pensiero arcaico e ottuso che rimane chiuso all’innovazione. Ho però notato che l’intera-zione nello stand dove ho lavorato era molto mag-giore rispetto a quella presente negli stand di moto tradizionali. Speriamo che questa curiosità si tradu-ca in progresso, e in un aumento del numero di Elet-trotifosi!

 

Riccardo Vezzani

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